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Python virtual environment

venv (Python 3) e virtualenv (Python 2), consentono di gestire installazioni di pacchetti separate per diversi progetti.

[walter@Manjaro-hp Scrivania]$ mkdir project1
[walter@Manjaro-hp Scrivania]$ cd project1/
[walter@Manjaro-hp project1]$
[walter@Manjaro-hp project1]$ python
Python 3.10.4 (main, Mar 23 2022, 23:05:40) [GCC 11.2.0] on linux
Type “help”, “copyright”, “credits” or “license” for more information.

import site
print(site.getusersitepackages())
[‘/usr/lib/python3.10/site-packages’] <—– Rappresenta il percorso di sistema contenente le librerie che vengono installate.

Installiamo tramite il comando dalla shell la libreria “virtualenv”: pip install virtualenv
Verifichiamo:
[walter@Manjaro-hp project1]$ virtualenv –version
virtualenv 20.14.1 from /home/walter/.local/lib/python3.10/site-packages/virtualenv/init.py

Una volta installata la libreria possiamo creare il nostro ambiente virtuale da personalizzare sulla base dei progetti che vogliamo gestire tramite virtualenv:

[walter@Manjaro-hp project1]$ virtualenv venv

L’output dovrebbe essere il seguente:
created virtual environment CPython3.10.4.final.0-64 in 321ms
creator CPython3Posix(dest=/home/walter/Scrivania/project1/venv, clear=False, no_vcs_ignore=False, global=False)
seeder FromAppData(download=False, pip=bundle, setuptools=bundle, wheel=bundle, via=copy, app_data_dir=/home/walter/.local/share/virtualenv)
added seed packages: pip==22.0.4, setuptools==62.1.0, wheel==0.37.1
activators BashActivator,CShellActivator,FishActivator,NushellActivator,PowerShellActivator,PythonActivator

Una volta eseguito il comand virtualenv creerà una cartella con il nome venv contenente l’ambiente, ma non sarà ancora attivo.

Per attivarlo dobbiamo eseguire il file “activate”, contenuto all’interno della cartella venv/bin/.
[walter@Manjaro-hp project1]$ . venv/bin/activate

Noteremo che la parte iniziale della nostra shell verrà modificata con il nome della cartella contenente il nostro ambiente virtuale tra parentesi tonde:

(venv) [walter@Manjaro-hp project1]$

Per verificare che l’ambiente è in esecuzione:

(venv) [walter@Manjaro-hp project1]$ python
Python 3.10.4 (main, Mar 23 2022, 23:05:40) [GCC 11.2.0] on linux
Type “help”, “copyright”, “credits” or “license” for more information.

import site
print(site.getusersitepackages()) <——- Eseguiamo nuovamente un print per verificare il path
/home/walter/.local/lib/python3.10/site-packages <——- percorso restituito

In questo caso il percorso contenente le librerie sarà quello del nostro ambiente virtuale e tutte le librerie che andremo ad aggiungere verranno installate all’interno di questo isolando di fatto l’ambiente di sistema.

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Cloud MEGA su Linux

Sincronizzazione automatica tra il computer e il cloud MEGA su Linux.

Con Mega hai la possibilità di avere a disposizione 85 GB di spazio in Cloud e integrarlo all’interno del tuo file manager preferito (Dolphin, Nautilus, Nemo e Thunar) come una normale cartella, ma sincronizzata direttamente in cloud.

Step 1 – Download dell’app e del plug-in per il sistema Linux da configurare

Dal sito web https://mega.io/sync

Per il mio sistema ho selezionato come distribuzione OpenSuse Leap 15 e gestore file Dolphin.

Step 2 – Installazione sulla nostra piattaforma

Scaricato i due file rpm procedere con l’installazione. Per evitare di scaricare manualmente le dipendenze non ho utilizzato il classico comando rpm -Uvh, ma nel mio caso zypper (in altri casi potrebbe essere yum o apt-get):

Step 3 – Configurazione account MEGA

Una volta eseguita l’installazione dei due pacchetti troveremo sul menù dei nostri programmi, nel mio caso “> Internet >” l’applicazione MEGASync (quella che si occupa d’instaurare la connessione e sincronizzare i nostri contenuti con il cloud di MEGA):

Eseguire l’applicazione e procedere con la configurazione dell’account.

Fatto questo possiamo già sincronizzare i nostri file per averli a disposizione sempre online:

Considerazioni su MEGA

MEGA è un servizio che utilizza una crittografia “end-to-end”, la password che inserisci viene utilizzata (come radice) per criptare tutti i dati che salverai sul cloud. Questo significa che una password sicura ti aiuterà a proteggere i tuoi dati. Conserva in un posto sicuro la chiave di recupero di cui potrai farne una copia quando effettui l’accesso e abilita l’autenticazione a due fattori.

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Veracrypt: installarlo su Linux

Veracrypt permette di cryptare interi volumi o creare volumi cryptati all’interno di un file. E’ disponibile per tutti i sistemi operativi più utilizzati.

L’installazione su linux è possibile farla scaricandolo da git o aggiungendo i repository.

Per semplicità ho installato su Mint tramite repository:

  1. walter@walter-SVE1511C4E:~$ sudo add-apt-repository ppa:unit193/encryption (Aggiungiamo il repository)
  2. walter@walter-SVE1511C4E:~$ sudo apt update (scarica la lista aggiornata dei pacchetti e delle nuove versioni disponibili nei repository)
  3. walter@walter-SVE1511C4E:~$ sudo apt install veracrypt (eseguiamo installazione)
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